Il decoro della Stazione di Monterotondo.

Mentre attendevo il treno, in ritardo, mi scaldavo nella sala d’attesa e leggevo… leggevo…

Mentre leggevo, anzi… guardavo…, la mia attenzione si è soffermata su un cartello di cui ho fatto una foto col cellulare, invero non molto chiara, nel quale si legge: “questa stazione è pulita e mantenuta nel decoro dal COMUNE DI MONTEROTONDO”.

Bè, complimenti! Il Comune sembra che stia facendo un ottimo lavoro.

Le sale sono ospitali, pulite, confortevoli e piene di gente cordiale ed allegra, contenta di ripararsi dal freddo piccante delle mattinate primaverili monterotondesi in un ambiente accogliente.

Anzi, per testimoniare l’evento ho scattato qualche altra fotina, di qua e di là, che vi mostro.

 

 

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Il Pendolavoratore – Issue #1

Stazione di Monterotondo, ore 06.10.

Un altoparlante annuncia che il treno delle 6.18 è soppresso. Noooo! Ed ora che si fa?

… si aspetta quello delle 6.33!

Nel frattempo la gente continua ad arrivare, la banchina comincia ad essere colma di persone. Il treno arriva.

Sono le 6.32, ci sono almeno 3 porte (mi sembra quasi la metà) non funzionanti. La gente si accalca ma non riesce ad entrare. In realtà, dove le porte sono chiuse ci sarebbe spazio, ma la gente all’interno non si muove e bloccano le entrate funzionanti. Risultato? oltre 10 minuti fermi alla stazione, viaggiatori irritati, Capotreno incapace di gestire la situazione, anzi, non incapace, immobile! Non faceva niente, guardava, attendeva e, quando richiesto di fare un annuncio all’interno del treno comunicava con serafica ingenuità: “l’impianto non funziona”.

Arrivati a Tiburtina con almeno mezz’ora rispetto al programmato: il 100% di ritardo.

Bella prova! Chi ci rimborsa il tempo perduto?

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