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Perle dalla Capitale

Publicato il marzo 12th, 2010

Al bordo della strada due passanti vedono sfrecciare in maniera
spericolata un motociclista. Uno dice all’altro “Ahò! Quello
all’anagrafe er nome ce l’ha scritto a matita”.

Realmente accaduto a Roma a bordo della Metro A. Una signora
espone il biglietto integrato giornaliero al controllore.
Signora: “Mi scusi, con questo posso viaggiare tutto il giorno?”.
Controllore: “Si nun c’hai ‘n cazzo da fa’… Sì”.

Realmente accaduto in via Nomentana. Un signore alquanto anziano
resta immobile con la sua macchina allo scattare del verde e il
ragazzo di dietro con una macchinetta alquanto sportiva abbassa il
finestrino, si sporge e esclama: “A nonno, guarda che più verde de
così nun diventa!”.

Sentita sulla Boccea. Un tizio di mezza età a bordo di una 156
rivolgendosi al vecchietto a bordo di una
vecchia 600 ferma al semaforo:
“Che aspettamo che se mette ‘n moto l’asfarto pe’ annassene da ‘sto
‘ncrocio!?”.

In discoteca.
Ragazzo alquanto ubriaco a ragazza alquanto bruttina: “Ahò, ma
quanto sei brutta!”. La ragazza alquanto indispettita: “Ammazza
quanto sei ‘mbriaco!!”.
Ragazzo: “Sì, ma a me domani me passa…”.

Sentita a Porta Maggiore, Roma. Al semaforo una macchina in prima
fila non parte nonostante sia diventato verde da un po’, e uno da
dietro: “A moro, c’avemo solo quei tre colori: è ‘scito ‘r verde,
che volemo fa?”.

In mezzo ar traffico c’è ‘r tipico romano ‘ncazzato che dà una
serie de clacsonate inutili perché nun c’è pòpo spazio pe’
fermasse. Dopo la quarta e quinta clacsonata, quello co’ ‘r
motorino davanti a lui (che ormai era rincojonito dal frastuono)
je dice: “A capo, er clacson funziona, mo’ prova ‘mpò li fari!?”.

‘Na vòrta me stavo a fa’ ‘n giro pe’ strada e su ‘na vetrina ce
stava ‘n libro ‘n cui ce stava scritto: “come vincere la droga”. Allora me
so’ ‘mbucato dentro alla libreria e j’ho chiesto: “Quanta se ne pò
vince?”.

Sentita ad un semaforo dell’Eur.
Sono in moto fermo al semaforo. Mi si affianca una macchina con
dentro un “signore” intento ad esplorarsi
approfonditamente le narici con tutte le dita disponibili…
Arriva un motorino con sopra un tizio dall’apparenza
insospettabile, giacca, cravatta e valigetta al seguito, che
affianca anche lui l’auto, guarda la scena con un misto
disgusto stupore e poi dopo aver dato una energica bussata sul vetro
dell’automobile: “Ahò, a capoooo!
Abbada che più sù ce stanno l’occhiii!!”.

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