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L’eredità dei cammelli

Publicato il marzo 19th, 2009

Una volta un tizio lasciò come eredità ai suoi tre figli 17 cammelli. Nel testamento scrisse che desiderava che al primo figlio toccasse 1/2 dei cammelli, al secondo 1/3 ed al terzo 1/9.
Il numero dei cammelli però era ed è un numero primo, cioè indivisibile se non per 1 e per sè stesso. I tre fratelli, che non volevano affatto litigare, decisero di rivolgersi ad un saggio. Questi, esaminato il testamento, accettò l’incarico ed escogitò un simpatico sistema per mettere tutti d’accordo.
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Il saggio aggiunse un suo cammello all’eredità del defunto. In questo modo c’erano da dividere 18 cammelli. Ed egli iniziò a fare i calcoli secondo le volontà espresse nel testamento.
Al primo figlio diede 9 cammelli corrispondenti ad 1/2 di 18;
al secondo ne diede 6 corrispondenti ad 1/3 di 18;
ed al terzo ne diede 2 corrispondenti ad 1/9 di 18.
Poi fece le somme e trovò che 9+6+2 erano 17. Si riprese il suo cammello che era avanzato dalla divisione e tutti furono soddisfatti.

L’idea del saggio fu davvero apprezzabile anche se si può far notare che la somma delle tre frazioni (1/2+1/3+1/9) non corrisponde all’unità, ma ad una ulteriore frazione di 17/18.

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